Scegliere un Managed Service Provider (MSP) è una delle decisioni IT più importanti per una PMI. Un MSP diventa il reparto tecnologico esterno della tua azienda: gestisce server, rete, endpoint, cybersecurity e cloud, liberandoti dalla complessità dell'IT e permettendoti di concentrarti sul core business. Ma in Lombardia operano centinaia di fornitori IT, e non tutti offrono lo stesso livello di servizio. Come distinguere un vero MSP da un semplice rivenditore? In questa guida analizziamo i 7 criteri fondamentali per scegliere il partner giusto, le domande da porre e i segnali di allarme da non ignorare.
Cos'è un MSP e Perché le PMI ne Hanno Bisogno
Un Managed Service Provider è un'azienda specializzata che eroga servizi IT gestiti in modo continuativo, proattivo e a canone fisso. A differenza del modello tradizionale "break-fix" (intervento solo quando qualcosa si rompe), un MSP monitora la tua infrastruttura 24 ore su 24, previene i problemi prima che si verifichino, gestisce aggiornamenti e patch, e fornisce supporto tecnico continuo tramite help desk dedicato.
Per le PMI lombarde — manifatturiere, studi professionali, aziende di servizi, realtà logistiche — affidarsi a un MSP significa avere accesso a competenze enterprise senza dover assumere un team IT interno completo. Uno studio con 15 dipendenti e un'azienda manifatturiera con 80 postazioni hanno esigenze diverse, ma entrambe beneficiano di un partner che si occupi di monitoraggio proattivo, backup, cybersecurity, gestione cloud e supporto quotidiano.
Secondo le stime di Assintel, nel 2025 la spesa IT delle PMI italiane che si affidano a servizi gestiti è cresciuta del 18%, con una riduzione media del 35% dei downtime non pianificati rispetto alle aziende che operano ancora in modalità break-fix. Il trend è chiaro: il modello MSP è diventato lo standard di riferimento per la gestione IT delle piccole e medie imprese.
I 7 Criteri Fondamentali per Valutare un MSP
Non tutti i provider che si definiscono "MSP" offrono un servizio realmente gestito. Ecco i 7 criteri fondamentali per valutare la qualità di un Managed Service Provider e scegliere quello più adatto alla tua azienda.
1. SLA Chiari e Misurabili
Un MSP serio offre Service Level Agreement documentati con tempi di risposta e risoluzione garantiti. Chiedi gli SLA per presa in carico (max 30 min per criticità alta), risoluzione e uptime garantito (99,5% minimo).
2. Certificazioni dei Vendor
Verifica le certificazioni sui prodotti che utilizzi o utilizzerai: Microsoft, WatchGuard, Bitdefender, Veeam, VMware. Le certificazioni dimostrano competenze reali e accesso al supporto diretto del vendor.
3. Presenza Locale
Per le emergenze che richiedono intervento fisico, la prossimità conta. Un MSP con sede in Lombardia può intervenire on-site in 2-4 ore. Un provider remoto può richiedere giorni.
4. Monitoraggio 24/7
Il monitoraggio proattivo è ciò che distingue un MSP da un fornitore break-fix. Deve includere: RMM su tutti gli endpoint, alerting automatico, patching centralizzato e reportistica periodica.
5. Cybersecurity Integrata
La sicurezza non è un optional. Un MSP deve offrire firewall gestito, antivirus EDR, backup verificato, formazione phishing e un piano di incident response documentato.
6. Scalabilità
L'MSP deve crescere con te. Verifica che possa gestire l'aggiunta di nuove sedi, l'onboarding di nuovi utenti, la migrazione a nuove piattaforme senza ripartire da zero.
7. Trasparenza nei Prezzi
Canone fisso per utente o per endpoint, con perimetro chiaro di cosa è incluso e cosa no. Nessun costo nascosto. Il pricing deve essere prevedibile e senza sorprese in fattura.
Checklist: le Domande da Fare al Tuo Potenziale MSP
Prima di firmare un contratto con un MSP, poni queste domande specifiche. Le risposte ti diranno molto sulla maturità e l'affidabilità del provider. Un MSP serio risponderà con sicurezza e documentazione; un provider improvvisato tenterà di eludere o rimandare.
Quali sono i vostri SLA documentati? Posso vedere il contratto tipo con i tempi di presa in carico e risoluzione per ogni livello di criticità?
Quali certificazioni possedete? Posso verificarle sui portali ufficiali dei vendor (Microsoft Partner Center, WatchGuard Partner Portal)?
Come funziona il vostro monitoraggio? Quale piattaforma RMM utilizzate? Monitorate 24/7 o solo in orario lavorativo?
Qual è il vostro piano di incident response? In caso di ransomware, qual è la procedura esatta e chi la gestisce?
Come gestite i backup? Con quale frequenza? Dove vengono archiviati? Testate regolarmente il restore?
Qual è il vostro tasso di retention clienti? Da quanti anni gestite i clienti più longevi?
Posso parlare con 2-3 clienti referenziabili di dimensione simile alla mia azienda?
Cosa succede se voglio cambiare provider? Qual è il periodo di preavviso e come gestite la transizione?
Quanti tecnici avete? Qual è il rapporto tecnici/clienti? C'è un referente dedicato per la mia azienda?
Come gestite la compliance GDPR e NIS2? Avete documentazione e procedure standard?
Il canone include gli aggiornamenti hardware/software o sono extra? Cosa è escluso dal contratto?
Offrite reportistica periodica? Con quale frequenza e quali metriche tracciate (uptime, ticket risolti, minacce bloccate)?
Red Flag: Segnali di Allarme nella Scelta dell'MSP
Nella nostra esperienza con centinaia di aziende lombarde che hanno cambiato provider IT, abbiamo identificato alcuni segnali di allarme ricorrenti. Se il tuo potenziale MSP presenta una o più di queste caratteristiche, procedi con cautela.
Nessun SLA documentato
Se il provider non è in grado di mostrarti un Service Level Agreement scritto con tempi garantiti, non è un MSP: è un tecnico freelance con un sito web. Gli SLA sono il fondamento del servizio gestito.
Zero certificazioni
Un MSP senza certificazioni dei principali vendor (Microsoft, firewall, backup) non ha accesso al supporto tecnico avanzato del produttore. In caso di problemi complessi, sarà solo con il tuo sistema.
Modello puramente break-fix
Se il provider fattura a chiamata e non a canone, il suo incentivo economico è che i problemi si verifichino, non che vengano prevenuti. Il modello MSP allinea gli interessi: meno problemi = più margine per entrambi.
Nessun monitoraggio proattivo
Un MSP che non monitora la tua rete in tempo reale scoprirà i problemi quando li scopri tu: troppo tardi. Il valore del modello gestito sta nella prevenzione, non nella reazione.
Opacità nei prezzi
Preventivi vaghi, costi «dipende», supplementi non dichiarati. Un MSP serio offre pricing chiaro, prevedibile e documentato. Se non riesci a capire quanto pagherai tra 6 mesi, qualcosa non va.
Nessun piano di disaster recovery
Se il provider non ha un piano documentato per il ripristino in caso di disastro (ransomware, guasto hardware, incendio), sta scommettendo che non succederà. E nel 2026, è una scommessa perdente.
Referenze assenti o generiche
Un MSP con esperienza reale può mettere a disposizione clienti referenziabili. Se non riesce a nominare 3 clienti soddisfatti di dimensione simile alla tua, è un segnale preoccupante.
MSP vs Break-Fix vs IT Interno: Quale Modello Scegliere?
La scelta del modello di gestione IT dipende dalla dimensione dell'azienda, dal budget disponibile e dalla criticità dell'infrastruttura per il business. Ecco un confronto sintetico per aiutarti a orientarti.
| Criterio | MSP | Break-Fix | IT Interno |
|---|---|---|---|
| Costo mensile | Canone fisso prevedibile | Variabile, imprevedibile | Alto (stipendi + formazione) |
| Approccio | Proattivo: previene i problemi | Reattivo: interviene dopo il guasto | Dipende dal team e dal budget |
| Monitoraggio | 24/7 con RMM automatizzato | Nessuno | Orario lavorativo (se attrezzato) |
| Cybersecurity | Integrata (firewall, EDR, backup) | Base o assente | Dipende dalle competenze |
| Scalabilità | Alta: aggiungi utenti/sedi facilmente | Bassa: ogni cambio = nuovo progetto | Media: richiede nuove assunzioni |
| Competenze | Team multi-specialistico | Singolo tecnico generalista | 1-2 persone, rischio key-person |
| Ideale per | PMI 10-250 dipendenti | Micro-imprese < 5 utenti | Grandi aziende > 250 dipendenti |
Costo mensile
MSP: Canone fisso prevedibile
Break-Fix: Variabile, imprevedibile
IT Interno: Alto (stipendi + formazione)
Approccio
MSP: Proattivo: previene i problemi
Break-Fix: Reattivo: interviene dopo il guasto
IT Interno: Dipende dal team e dal budget
Monitoraggio
MSP: 24/7 con RMM automatizzato
Break-Fix: Nessuno
IT Interno: Orario lavorativo (se attrezzato)
Cybersecurity
MSP: Integrata (firewall, EDR, backup)
Break-Fix: Base o assente
IT Interno: Dipende dalle competenze
Scalabilità
MSP: Alta: aggiungi utenti/sedi
Break-Fix: Bassa: ogni cambio = nuovo progetto
IT Interno: Media: richiede nuove assunzioni
Competenze
MSP: Team multi-specialistico
Break-Fix: Singolo tecnico generalista
IT Interno: 1-2 persone, rischio key-person
Ideale per
MSP: PMI 10-250 dipendenti
Break-Fix: Micro-imprese < 5 utenti
IT Interno: Grandi aziende > 250 dipendenti
Per un approfondimento completo sul confronto tra i modelli, leggi il nostro articolo dedicato: MSP vs Break-Fix: quale modello conviene?
Come BullTech Affronta la Gestione IT in Lombardia
BullTech Informatica opera come Managed Service Provider dalla sede di Vimercate (MB) dal 2009, servendo oltre 80 aziende in tutta la Lombardia. Il nostro approccio si basa su alcuni principi che riteniamo fondamentali per un servizio IT gestito di qualità.
Copertura territoriale
Con sede a Vimercate, copriamo Milano, Monza Brianza, Bergamo, Lecco, Como, Varese e tutta la Lombardia con interventi on-site in 2-4 ore per le emergenze.
15+ anni di esperienza
Dal 2009 gestiamo infrastrutture IT per PMI di ogni settore: manifatturiero, studi professionali, logistica, commercio. Conosciamo le specificità del tessuto imprenditoriale lombardo.
Certificazioni multi-vendor
Partner certificati WatchGuard, Microsoft, Bitdefender, Veeam, NinjaOne, Wildix. Accesso diretto al supporto avanzato di ogni vendor per risolvere i problemi più complessi.
Stack tecnologico integrato
RMM NinjaOne per il monitoraggio, WatchGuard per la sicurezza perimetrale, Bitdefender GravityZone per gli endpoint, Veeam per il backup, Microsoft 365 per la produttività.
Non siamo l'unica scelta possibile, ma crediamo che la trasparenza sia il modo migliore per costruire fiducia. Offriamo un assessment gratuito della tua infrastruttura IT senza impegno: analizziamo la tua situazione, identifichiamo criticità e opportunità di miglioramento, e ti presentiamo una proposta chiara e dettagliata. Se poi decidi di scegliere un altro provider, avrai comunque una fotografia oggettiva del tuo stato IT.
Attenzione ai "MSP" che non monitorano
Il 40% dei fornitori IT che si definiscono "MSP" non utilizza strumenti di monitoraggio proattivo (RMM). Operano di fatto in modalità break-fix con un contratto a canone: il peggiore dei due mondi. Chiedi sempre di vedere la dashboard di monitoraggio e i report automatici. Se non esistono, non è un servizio gestito.
FAQ: Domande Frequenti sugli MSP in Lombardia
Quanto costa un MSP per una PMI in Lombardia?
Il costo medio di un servizio MSP completo per una PMI lombarda varia tra 40 e 120 euro per utente al mese, a seconda del livello di servizio, del numero di endpoint e delle soluzioni di cybersecurity incluse. Per un confronto dettagliato dei costi, consulta la nostra guida: costo dell'assistenza informatica aziendale.
Qual è la differenza tra MSP e outsourcing IT?
L'outsourcing IT è un termine generico che indica l'esternalizzazione di funzioni IT. Un MSP è una forma specifica di outsourcing che si distingue per il modello proattivo, il canone fisso, gli SLA garantiti e l'uso di strumenti di monitoraggio automatizzati. Non tutti i provider in outsourcing sono MSP.
Un MSP può gestire la compliance NIS2 e GDPR?
Un MSP strutturato può gestire gli aspetti tecnici della compliance: implementazione delle misure di sicurezza, gestione degli incidenti, backup conforme, monitoraggio e reportistica. Per gli aspetti legali e organizzativi è consigliabile affiancare un DPO o un consulente legale specializzato. Leggi la nostra guida su NIS2 per le aziende italiane.
Posso mantenere il mio IT interno e affiancare un MSP?
Assolutamente sì. Il modello "co-managed IT" è molto diffuso: il tuo team IT interno si occupa delle attività quotidiane e dei progetti, mentre l'MSP fornisce monitoraggio 24/7, cybersecurity avanzata, supporto di secondo livello e competenze specialistiche non disponibili internamente.
Quanto tempo richiede il passaggio a un nuovo MSP?
La transizione tipica richiede 2-4 settimane per un'azienda di 20-80 utenti. Include: assessment iniziale, onboarding degli endpoint sulla piattaforma RMM, migrazione delle policy di sicurezza, configurazione dei backup e formazione del personale sui nuovi canali di supporto. Un MSP esperto gestisce la transizione senza downtime.