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Modello di sicurezza dove nessun utente o dispositivo è automaticamente considerato affidabile.
Zero Trust è un modello architetturale di sicurezza informatica basato su un principio semplice: non fidarti mai, verifica sempre. A differenza del modello tradizionale che considera sicuro tutto ciò che si trova all'interno del perimetro di rete aziendale, il Zero Trust tratta ogni richiesta di accesso come potenzialmente ostile, indipendentemente dalla posizione dell'utente o del dispositivo.
In pratica, il Zero Trust richiede che ogni utente venga autenticato con Multi-Factor Authentication (MFA), ogni dispositivo venga verificato (stato di aggiornamento, antivirus attivo, compliance policy), ogni sessione venga monitorata in tempo reale e i permessi siano minimi e specifici (principio del least privilege).
Il Zero Trust non è un prodotto da acquistare, ma un'architettura che integra diverse tecnologie: Identity and Access Management (IAM), Conditional Access, micro-segmentazione della rete, endpoint detection and response (EDR) e Security Operations Center (SOC) per il monitoraggio continuo. BullTech implementa il Zero Trust con Azure AD/Entra ID, WatchGuard AuthPoint e il proprio servizio SOC/MDR.
Il perimetro aziendale tradizionale non esiste più. Con lo smart working, i dispositivi personali (BYOD), le applicazioni cloud e le connessioni da reti non protette, il confine tra 'dentro' e 'fuori' la rete aziendale si è dissolto. Il modello tradizionale (firewall al confine e VPN per chi sta fuori) non basta più.
Il 95% degli attacchi di successo inizia con credenziali rubate o compromesse. Phishing, credential stuffing, social engineering: una volta ottenute le credenziali, l'attaccante è 'dentro' e il modello tradizionale gli concede accesso a tutto. Il Zero Trust limita i danni: anche con credenziali rubate, l'attaccante deve superare MFA, Conditional Access e verifica del dispositivo.
Per le PMI italiane, il Zero Trust è particolarmente rilevante perché la NIS2 richiede esplicitamente controlli di accesso granulari, autenticazione forte e monitoraggio continuo. Implementare il Zero Trust significa adempiere a buona parte dei requisiti NIS2 in un colpo solo.
L'implementazione Zero Trust segue un percorso graduale. Fase 1: implementazione di MFA per tutti gli utenti e Conditional Access su Microsoft 365 e applicazioni critiche. Fase 2: micro-segmentazione della rete con i firewall WatchGuard per isolare server, client e IoT. Fase 3: monitoraggio continuo con SOC/MDR per rilevare comportamenti anomali e rispondere in tempo reale.
Per una PMI tipica, la Fase 1 si implementa in 2-4 settimane e blocca immediatamente il 99% degli attacchi basati su credenziali rubate. Le fasi successive aggiungono livelli di protezione progressivi in base al budget e alla maturita dell'azienda.
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