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La rete lenta blocca tutto: videochiamate che si congelano, gestionali inutilizzabili, backup che non finiscono mai. Prima di chiamare il provider, segui questa guida diagnostica in 5 step per trovare la causa vera — che spesso è interna.
Il 70% delle volte che un'azienda lamenta la "rete lenta", il problema non è il provider. È interno: uno switch mal configurato, un dispositivo che consuma tutta la banda, il Wi-Fi che interferisce, o il traffico non prioritizzato correttamente. Questa guida ti aiuta a trovare la causa reale in meno di un'ora.
Prima di fare qualsiasi cosa, raccogli dati oggettivi. Usa speedtest.net o fast.com da più postazioni (sia cablate che Wi-Fi) e in orari diversi. Annota i valori di download, upload e latenza. Confronta con la velocità contrattuale del provider. Spesso si parla di rete lenta senza avere dati: misurare è il primo passo per capire dove si trova il problema.
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Testa sempre con un cavo ethernet diretto al router per isolare la variabile Wi-Fi.
Una volta misurata la velocità, devi capire dove si trova il problema. La distinzione fondamentale è tra la rete interna (LAN: switch, cablaggio, Wi-Fi) e la connessione Internet (WAN: router, linea del provider). Fai un test iperf tra due PC in LAN: se la velocità interna è normale (900+ Mbps su gigabit) ma Internet è lento, il problema è il provider o il router. Se anche la LAN è lenta, il problema è interno.
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Uno switch non gestito guasto può dimezzare le prestazioni della LAN intera senza dare errori evidenti.
In molte reti aziendali, il 10% dei dispositivi consuma il 90% della banda. Le cause più comuni: backup cloud non pianificati che girano durante l'orario di lavoro, aggiornamenti di sistema e antivirus non programmati di notte, un PC infetto che invia traffico verso l'esterno, streaming video non bloccato, dispositivi personali sulla rete aziendale. Un firewall con funzionalità di traffic monitoring o uno switch managed con SNMP mostrano subito il traffico per dispositivo.
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Se non hai un firewall con visibilità sul traffico, è il momento di dotarsi di una soluzione UTM.
Molti problemi di rete lenta non sono hardware ma configurazione. I tre punti da verificare: (1) QoS — il traffico VoIP e i gestionali hanno priorità su backup e aggiornamenti? (2) VLAN — la rete è segmentata per separare il traffico voce, dati e guest? (3) DNS — stai usando un DNS veloce e affidabile? Un DNS lento aggiunge latenza a ogni richiesta web. Prova a cambiare i DNS con 1.1.1.1 (Cloudflare) o 8.8.8.8 (Google) per un test rapido.
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Un DNS aziendale interno mal configurato può causare lentezze apparenti anche con una connessione velocissima.
Un PC infetto o compromesso può saturare la banda della rete intera con traffico verso C&C (command and control) o eseguendo attacchi DDoS dall'interno. Il segnale tipico: la rete è lenta ma nessun utente fa nulla di particolare. Guarda il traffico outbound sul firewall: ci sono connessioni verso IP insoliti o verso paesi esteri? Ci sono upload anomali? Se sì, isola immediatamente il dispositivo sospetto e avvia una scansione completa.
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Una rete lenta inspiegabile è un segnale di allarme di sicurezza, non solo un problema tecnico.
Il test è semplice: collegati direttamente al router/modem con un cavo ethernet e misura la velocità su fast.com o speedtest.net. Se la velocità è quella contrattuale, il problema è nella rete interna (switch, cablaggio, Wi-Fi, configurazione). Se anche con connessione diretta la velocità è bassa, il problema è del provider: apri un ticket e documenta i test.
Come regola generale, calcola 10-20 Mbps simmetrici per utente per un utilizzo tipico (email, cloud, videochiamate). Per 20 dipendenti, una linea da 200-400 Mbps in fibra FTTH è adeguata. Se usi applicazioni cloud pesanti, videoconferenze frequenti o backup cloud, considera 500 Mbps - 1 Gbps. Ancora più importante della velocità è avere upload simmetrico e bassa latenza (<20ms).
Assolutamente sì. Il Wi-Fi è spesso il collo di bottiglia invisibile. Cause frequenti: troppi dispositivi su un solo access point, interferenze da reti Wi-Fi vicine (usa un analyzer come WiFi Analyzer), access point vecchi (802.11n invece di 802.11ac/Wi-Fi 6), canali congestionati. La soluzione è un sistema Wi-Fi aziendale con controller centralizzato, gestione automatica dei canali e copertura pianificata.
QoS (Quality of Service) permette di dare priorità al traffico critico (VoIP, videochiamate, gestionali) rispetto al traffico non critico (streaming, backup, aggiornamenti). Serve ogni volta che la banda è contesa: se durante i backup notturni le videochiamate si degradano, se il download di un aggiornamento rallenta tutti, o se il VoIP ha problemi di qualità audio. La configurazione corretta del QoS risolve molti problemi senza dover aumentare la banda.
La rete aziendale va monitorata continuamente con strumenti RMM. Un audit completo (topologia, performance, sicurezza, firmware switch/router) va fatto almeno una volta l'anno. Gli switch unmanaged vanno sostituiti ogni 5-7 anni. Il firmware di router, switch e access point va aggiornato ogni 3-6 mesi per sicurezza e stabilità. BullTech include il monitoraggio della rete nel servizio MSP con alert automatici.
Il nostro team di infrastructure specialist esegue un network assessment completo: topologia, performance, sicurezza e configurazione. Intervento da remoto o on-site in Lombardia e Piacenza.
Il team di esperti IT di BullTech Informatica condivide analisi, guide e best practice per la sicurezza e la gestione IT aziendale.