La direttiva NIS2 non è solo un documento di principi: è una normativa con denti affilati. Le sanzioni previste sono tra le più severe nel panorama della cybersecurity europea, con multe che possono raggiungere i 10 milioni di euro o il 2% del fatturato mondiale. Ma il vero rischio per molte aziende italiane non è solo economico: è la responsabilità personale dei dirigenti, la sospensione delle attività e il danno reputazionale irreparabile. In questo articolo analizziamo nel dettaglio ogni aspetto del regime sanzionatorio NIS2 e cosa rischia concretamente la tua azienda.
Perché la NIS2 Ha un Regime Sanzionatorio Così Severo
La precedente direttiva NIS (2016) lasciava ampia discrezionalità agli Stati membri sulle sanzioni, con il risultato di un'applicazione disomogenea e spesso inefficace. La Commissione Europea ha analizzato i dati: nonostante la direttiva, gli attacchi informatici alle infrastrutture critiche europee sono aumentati del 150% tra il 2019 e il 2023. La lezione è stata chiara: senza sanzioni adeguate, le aziende tendono a procrastinare gli investimenti in sicurezza.
La NIS2 adotta quindi lo stesso approccio che ha reso efficace il GDPR: sanzioni proporzionate al fatturato, sufficientemente elevate da rendere la conformità sempre più conveniente della non conformità. Il messaggio è inequivocabile: la cybersecurity non è più un costo opzionale, ma un obbligo normativo con conseguenze concrete.
Tabella Completa delle Sanzioni NIS2
Il regime sanzionatorio della NIS2, recepito in Italia dal D.Lgs. 138/2024, distingue nettamente tra soggetti essenziali e soggetti importanti. Ecco il quadro completo:
| Criterio | Soggetti Essenziali | Soggetti Importanti |
|---|---|---|
| Sanzione massima | 10.000.000 € o 2% fatturato mondiale | 7.000.000 € o 1,4% fatturato mondiale |
| Criterio di calcolo | Si applica l’importo maggiore | Si applica l’importo maggiore |
| Responsabilità dirigenti | Sì – sospensione funzioni | Sì – sospensione funzioni |
| Audit obbligatori | Sì – ex ante ed ex post | Sì – solo ex post |
| Pubblicità della violazione | Sì – name & shame | Sì – name & shame |
| Sospensione certificazioni | Sì | Sì |
| Vigilanza | Proattiva e sistematica | Reattiva (su segnalazione) |
Attenzione: le sanzioni sono cumulative
Se un'azienda commette più violazioni, le sanzioni si sommano. Una mancata notifica di incidente combinata con l'assenza di misure di gestione del rischio può generare sanzioni multiple. Inoltre, se la stessa violazione riguarda anche il GDPR, si applicano entrambi i regimi sanzionatori.
Responsabilità Personale del CDA e dei Dirigenti
La vera rivoluzione della NIS2 non sta nelle multe: sta nella responsabilizzazione diretta degli organi di gestione. L'articolo 20 della direttiva stabilisce che i membri degli organi direttivi devono:
- Approvare le misure di gestione del rischio di cybersecurity
- Supervisionare l'attuazione delle misure adottate
- Seguire una formazione specifica in materia di sicurezza informatica
- Garantire formazione periodica anche per i dipendenti
Se il CDA non adempie a questi obblighi, i singoli membri possono essere ritenuti personalmente responsabili. Le conseguenze includono:
Sospensione dalle funzioni
Divieto temporaneo di esercitare funzioni dirigenziali nell’organizzazione.
Sanzioni pecuniarie personali
Multe individuali per mancata supervisione o approvazione delle misure.
Responsabilità civile
Azioni di risarcimento da parte dell’azienda o di terzi danneggiati.
Incapacità dirigenziale
Inibizione temporanea a ricoprire qualsiasi ruolo dirigenziale in Italia.
Questo cambia completamente la dinamica nelle aziende italiane. La cybersecurity non è più "un problema dell'IT": è una responsabilità di governance che coinvolge direttamente chi siede nel consiglio di amministrazione. Come evidenziato nella nostra guida NIS2 per aziende italiane, la formazione dei dirigenti è uno dei primi passi da compiere.
Timeline di Enforcement in Italia: Le Date Chiave
L'Italia ha recepito la NIS2 con il Decreto Legislativo 138/2024. Il percorso di applicazione segue un calendario preciso che le aziende devono conoscere per non farsi cogliere impreparate:
Entro 28 Febbraio 2026SCADENZA IMMINENTE
Scadenza registrazione sulla piattaforma ACN. Chi non si registra entro questa data commette già una violazione sanzionabile.
Aprile 2026
L’ACN comunica l’elenco definitivo dei soggetti essenziali e importanti. Da questo momento, le autorità possono avviare verifiche.
Entro Gennaio 2027
Obbligo pieno di notifica degli incidenti e adempimento degli obblighi di governance (formazione CDA, nomina responsabili).
Entro Ottobre 2027
Conformità completa a tutte le misure di gestione del rischio: sicurezza tecnica, organizzativa, supply chain, business continuity.
2027-2028
Regime ispettivo e sanzionatorio a pieno regime. L’ACN può ordinare audit, imporre misure correttive e comminare sanzioni.
Casi Europei: Le Prime Sanzioni in UE
Mentre l'Italia è ancora nelle fasi iniziali di enforcement, altri Paesi europei che hanno recepito la direttiva più rapidamente stanno già mostrando i denti. Ecco alcuni casi significativi che anticipano cosa accadrà anche in Italia:
- Germania (BSI): l'autorità federale per la sicurezza informatica ha già avviato procedimenti contro operatori di infrastrutture critiche che non hanno implementato sistemi di rilevamento delle intrusioni entro le scadenze previste. Sanzioni fino a 2 milioni di euro per mancata implementazione di IDS/IPS.
- Paesi Bassi (NCSC): multe fino a 5 milioni di euro comminate a fornitori di servizi digitali che non hanno segnalato incidenti significativi entro le 24 ore previste. Il caso più eclatante riguarda un provider cloud che ha ritardato la notifica di un data breach di 6 giorni.
- Francia (ANSSI): procedimenti avviati contro aziende del settore energetico per mancata valutazione dei rischi della supply chain. L'ANSSI ha pubblicato i nomi delle aziende non conformi ("name and shame"), causando danni reputazionali significativi.
Questi casi dimostrano che le autorità europee prendono la NIS2 molto sul serio. L'Italia, con l'ACN come autorità competente, seguirà lo stesso approccio. Non è questione di "se", ma di "quando".
Confronto NIS2 vs GDPR: Due Normative, Doppio Rischio
Molte aziende conoscono già le sanzioni GDPR, ma poche realizzano che la NIS2 aggiunge un ulteriore livello di rischio. Le due normative sono complementari e cumulative:
| Aspetto | GDPR | NIS2 |
|---|---|---|
| Ambito | Dati personali | Reti e sistemi informativi |
| Sanzione massima | 20M€ o 4% fatturato | 10M€ o 2% fatturato |
| Resp. dirigenti | Indiretta (DPO) | Diretta e personale |
| Notifica incidente | 72 ore al Garante | 24h preallarme + 72h notifica |
| Autorità Italia | Garante Privacy | ACN |
| Audit | Su richiesta | Sistematici (ess.) / reattivi (imp.) |
Un incidente informatico che coinvolge dati personali e sistemi critici può far scattare sanzioni da entrambe le normative simultaneamente. Per questo motivo, un approccio integrato alla compliance GDPR e NIS2 è fondamentale. BullTech offre consulenza IT integrata che copre entrambi i fronti normativi.
Cosa Rischia Concretamente una PMI da 50-250 Dipendenti
Le grandi aziende hanno team legali e budget dedicati alla compliance. Ma cosa succede a una tipica PMI italiana del manifatturiero, con 80-150 dipendenti e un fatturato di 15-40 milioni di euro? Facciamo i conti.
Scenario 1: Mancata registrazione ACN
Un'azienda manifatturiera con 120 dipendenti e 25 milioni di fatturato non si registra sulla piattaforma ACN entro febbraio 2026. Quando l'autorità lo rileva, la sanzione base può partire da 50.000 euro, con l'obbligo immediato di adeguamento e costi di consulenza aggiuntivi stimati in 20.000-40.000 euro per la registrazione tardiva e il recupero documentale.
Scenario 2: Incidente non notificato
Un attacco ransomware colpisce la stessa azienda. Il team IT riesce a ripristinare i sistemi in 48 ore, ma non notifica l'incidente all'ACN. Quando l'incidente emerge (e lo farà, perché i clienti si accorgono dei ritardi), la sanzione per mancata notifica può raggiungere i 500.000 euro. Se l'azienda non aveva nemmeno un sistema SOC/MDR attivo, si aggiunge la sanzione per inadeguatezza delle misure di sicurezza.
Scenario 3: Assenza totale di misure
L'ipotesi peggiore: nessuna registrazione, nessun piano di incident response, nessuna formazione cybersecurity per i dipendenti, nessuna valutazione dei fornitori. In caso di ispezione ACN, la somma delle violazioni può facilmente superare il milione di euro, più la sospensione temporanea dei dirigenti responsabili. Per un'azienda da 25 milioni di fatturato, la sanzione massima teorica sarebbe di 500.000 euro (1,4% di 25M come soggetto importante, se inferiore a 7M).
Il costo dell'adeguamento vs il costo della sanzione
Un percorso di adeguamento NIS2 completo per una PMI costa mediamente tra 15.000 e 50.000 euro, con un canone annuale di mantenimento di 5.000-15.000 euro. Confrontato con sanzioni potenziali da centinaia di migliaia di euro, più i costi indiretti (danno reputazionale, perdita clienti, sospensione dirigenti), l'investimento in compliance ha un ROI immediato.
Le Sanzioni Accessorie: Oltre le Multe
Le sanzioni pecuniarie sono solo la punta dell'iceberg. La NIS2 prevede una serie di misure accessorie che possono essere ancora più dannose per un'azienda:
Sospensione di certificazioni e autorizzazioni
L’autorità può sospendere temporaneamente le certificazioni dell’azienda, bloccandone di fatto l’operatività in determinati settori.
Pubblicità delle violazioni (name & shame)
L’ACN può rendere pubbliche le violazioni, causando danni reputazionali significativi. I clienti e i partner vengono informati della non conformità.
Audit di sicurezza obbligatori
L’autorità può ordinare audit di sicurezza a spese dell’azienda. Il costo di un audit imposto può essere significativamente superiore a uno volontario.
Ordini vincolanti di remediation
L’ACN può imporre specifiche misure correttive con scadenze perentorie. L’inadempienza genera ulteriori sanzioni.
Come Proteggersi: Le Azioni Immediate
La buona notizia è che adeguarsi alla NIS2 è possibile e, se fatto con il giusto partner, non deve essere un processo traumatico. Ecco le azioni prioritarie per evitare sanzioni:
Verificare immediatamente se la tua azienda rientra nel perimetro NIS2 e completare la registrazione ACN
Nominare un responsabile della sicurezza delle informazioni e coinvolgere il CDA nella governance cyber
Effettuare un vulnerability assessment completo della tua infrastruttura IT
Implementare i requisiti tecnici essenziali: MFA, cifratura, backup immutabile, logging centralizzato
Predisporre un piano di incident response con procedure di notifica conformi (24h + 72h)
Avviare un programma di formazione cybersecurity per tutti i dipendenti, CDA incluso
Valutare la sicurezza della supply chain e inserire clausole NIS2 nei contratti con i fornitori
Documentare tutte le misure adottate per dimostrare la conformità in caso di audit
Per ciascuno di questi punti, è disponibile una guida tecnica dettagliata nel nostro articolo sui requisiti tecnici NIS2 con checklist per IT Manager. Se stai pianificando un audit di conformità, consulta anche la nostra guida su come prepararsi a un audit di sicurezza informatica.
Come BullTech Informatica Ti Protegge dalle Sanzioni
BullTech Informatica è il partner ideale per il tuo percorso di conformità NIS2. Come Managed Service Provider con sede a Vimercate, offriamo un servizio completo:
Assessment NIS2 Gratuito
Verifica del perimetro, gap analysis e piano d’azione personalizzato con priorità e budget.
Implementazione Tecnica
Firewall WatchGuard, EDR Bitdefender, backup Veeam, MFA, logging centralizzato con NinjaOne.
SOC/MDR 24/7
Monitoraggio continuo con rilevamento incidenti e procedure di notifica conformi NIS2.
Formazione e Documentazione
Training cybersecurity per dipendenti e CDA, documentazione di compliance pronta per l’audit.
Il nostro team di tecnici certificati si occupa di tutto: dalla consulenza GDPR alla gestione delle reti aziendali, dal monitoraggio proattivo alla business continuity. Con BullTech, la conformità NIS2 non è un costo: è un investimento nella continuità del tuo business.
Domande Frequenti sulle Sanzioni NIS2
Quali sono le sanzioni massime previste dalla NIS2?
Per i soggetti essenziali le sanzioni possono raggiungere i 10 milioni di euro o il 2% del fatturato mondiale annuo (il maggiore tra i due). Per i soggetti importanti, fino a 7 milioni di euro o l’1,4% del fatturato mondiale annuo. A queste si aggiungono possibili sanzioni penali e la responsabilità personale dei membri del CDA.
I dirigenti possono essere sanzionati personalmente?
Sì, la NIS2 introduce la responsabilità personale dei membri degli organi di gestione. I dirigenti che non supervisionano adeguatamente l’adozione delle misure di sicurezza rischiano la sospensione temporanea dalle funzioni manageriali. In Italia, il D.Lgs. 138/2024 prevede anche sanzioni accessorie come l’incapacità a ricoprire incarichi dirigenziali.
Qual è la differenza tra le sanzioni NIS2 e quelle del GDPR?
Il GDPR prevede sanzioni fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato globale per le violazioni più gravi. La NIS2 arriva fino a 10 milioni o il 2%. La differenza sostanziale è che la NIS2 si applica alla sicurezza delle reti e dei sistemi, non solo ai dati personali. Le due normative sono cumulative: una violazione può generare sanzioni da entrambe.
Quando inizieranno le ispezioni NIS2 in Italia?
L’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) ha già avviato la fase di registrazione dei soggetti obbligati entro febbraio 2026. Le attività ispettive e di enforcement entreranno a pieno regime entro il 2027, ma le autorità possono già condurre verifiche e richiedere audit di conformità in qualsiasi momento a partire dalla notifica di inclusione nel perimetro.
La mia PMI da 80 dipendenti rischia davvero sanzioni NIS2?
Sì, se la tua azienda opera in uno dei 18 settori critici coperti dalla NIS2 e supera le soglie dimensionali (50+ dipendenti o 10M€+ di fatturato), sei un soggetto obbligato. Anche se sei sotto soglia, potresti essere coinvolto come fornitore critico di un soggetto essenziale. Una PMI da 80 dipendenti nel manifatturiero, ad esempio, potrebbe ricevere sanzioni fino a 7 milioni di euro come soggetto importante.