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Il DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) assegna automaticamente indirizzo IP, gateway e DNS a ogni dispositivo che si collega alla rete. Definito nella RFC 2131 del 1997, usa le porte UDP 67 e 68.
Il DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) è il protocollo di rete che assegna automaticamente indirizzo IP, subnet mask, gateway e server DNS a ogni dispositivo che si collega alla rete aziendale, senza bisogno di configurazione manuale. È definito nella RFC 2131 del 1997 e funziona su UDP: il server DHCP ascolta sulla porta 67, il client risponde sulla porta 68.
In un ufficio con 50 postazioni, il DHCP evita di configurare a mano l'IP di ogni PC, stampante e telefono VoIP: appena un dispositivo si collega alla rete, riceve un indirizzo valido in una manciata di millisecondi tramite un ciclo a quattro fasi chiamato DORA (Discover, Offer, Request, Acknowledge). Il server assegna l'indirizzo da un intervallo predefinito, ad esempio 192.168.1.100–192.168.1.200, per un periodo di tempo detto lease: su Windows Server il valore predefinito è 8 giorni, ma è configurabile da poche ore a diverse settimane.
BullTech configura il servizio DHCP integrandolo con il DNS interno e Active Directory, così che ogni dispositivo che riceve un IP venga anche registrato automaticamente nel DNS aziendale con il proprio nome host, evitando disallineamenti tra ciò che risponde in rete e ciò che risulta nel dominio.
Senza DHCP, ogni nuovo PC, stampante o telefono IP andrebbe configurato manualmente con un indirizzo IP libero: in una rete da 50-100 dispositivi il rischio di conflitti IP (due dispositivi con lo stesso indirizzo) è concreto e causa disconnessioni intermittenti difficili da diagnosticare. Il DHCP elimina questo rischio assegnando sempre indirizzi univoci dal proprio pool.
Il DHCP è anche un punto di attenzione per la sicurezza: un server DHCP non autorizzato (rogue DHCP), collegato per errore o per attacco alla rete, può distribuire gateway e DNS falsi e dirottare il traffico degli utenti. Switch gestiti con DHCP snooping bloccano le risposte DHCP provenienti da porte non autorizzate: è una delle prime misure che BullTech attiva quando prende in carico una rete aziendale.
La corretta pianificazione del pool DHCP (range di indirizzi, durata del lease, prenotazioni per server e stampanti) evita anche l'esaurimento degli indirizzi disponibili: in una rete che cresce senza controllo, un pool troppo piccolo porta a dispositivi che non riescono più a collegarsi, con nuovi assunti o ospiti che restano senza rete proprio nei momenti di maggiore attività.
Il processo DORA funziona così: il dispositivo che si collega invia in broadcast un pacchetto DHCP Discover per cercare un server DHCP disponibile; il server risponde con un DHCP Offer che propone un indirizzo IP libero; il dispositivo conferma con un DHCP Request; il server chiude il ciclo con un DHCP Acknowledge che assegna formalmente l'indirizzo per la durata del lease. Alla scadenza di metà lease il dispositivo prova a rinnovare automaticamente lo stesso indirizzo, così nella pratica un PC acceso stabilmente mantiene sempre lo stesso IP.
Per server, stampanti e altri dispositivi che devono avere sempre lo stesso indirizzo, si usano le prenotazioni DHCP (DHCP reservation): l'indirizzo resta gestito dal server DHCP, ma viene sempre assegnato allo stesso indirizzo MAC, evitando sia la configurazione statica manuale sia il rischio che l'IP cambi a ogni rinnovo. In reti segmentate con più VLAN, ogni VLAN ha tipicamente il proprio scope DHCP con range e opzioni (gateway, DNS) dedicati.
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